Si è svolto dal 24 al 26 settembre, a Verona, nel Palazzo della Gran Guardia, il 57° Incontro nazionale di Studi delle ACLI dal titolo “INSIDE – Capire il lavoro, costruire partecipazione”, a cui hanno partecipato, per le Acli di Cuneo, il presidente Elio Lingua, il vicepresidente Paolo Giordano e Luisa Brignone membro del consiglio di presidenza.
Nel gruppo cuneese graditissima la presenza di Maurizio Marello, ex sindaco di Alba e aclista di lungo corso.
Nell’incontro le posizioni delle Acli Nazionali rispetto al futuro del ‘lavoro’ nel paese Italia hanno focalizzato tre punti. Fisco più equo per alleggerire chi lavora, nuovi spazi per i giovani per progettare il proprio futuro e una formazione accessibile, funzionale e diffusa.
Nei resoconti estratti dal sito Acli Nazionale https://www.acli.it/incontro-nazionale-di-studi-2026/ si evidenzia:
“Negli ultimi decenni, le regole del mercato globale hanno trasformato il lavoro in pura merce, cancellando il suo valore umano, sociale e democratico. Il nostro assunto è che il lavoro possa ancora rappresentare una leva decisiva per rigenerare processi democratici e orientare lo sviluppo verso il bene comune, a condizione che sia ripensato in una chiave di qualità. Un lavoro capace non solo di garantire reddito, ma anche dignità, partecipazione, relazioni e futuro. Un lavoro che torni ad essere motore di inclusione, di sviluppo territoriale e di democrazia: non è un atto di nostalgia, ma significa firmare un nuovo patto politico e culturale per il domani…Un domani in cui l’economia torni a servire le persone, l’autonomia e il bene comune. La vera sfida è la Just Transition: unire innovazione tecnologica, sostenibilità e tutela del lavoro nei sistemi locali e nei distretti industriali. Non basta ridurre le emissioni. Bisogna riorganizzare i processi produttivi mettendo al centro la qualità della vita di chi lavora”
Molto seguito e interessante l’intervento del filosofo Massimo Cacciari in dialogo con Raffaella Dispenza, vicepresidente nazionale vicaria delle Acli.
Per Cacciari occorre rendersi conto che la rivoluzione tecnologica in atto è una situazione mai verificatasi nella storia e finora sono mancate le risposte della politica.
Preoccupante il quadro che l’intellettuale veneto fa del lavoro di oggi:
“Milioni di lavoratori, in molti settori, potrebbero essere licenziati; si salvano solo le professioni legate alla cura e all’assistenza delle persone.
Occorre ribaltare il paradigma e vedere il lavoro nell’epoca della IA non come un problema di occupazione, ma di creatività, rendendo ciascun individuo padrone delle proprie prestazioni, grazie anche alla continua formazione permanente”.
Ha commentato il presidente delle Acli cuneesi Elio Lingua:
“Le riflessioni di Massimo Cacciari sono state preziose e indicative su come ci dobbiamo porre di fronte alla questione ‘lavoro’. La Politica in questo momento conta poco e siamo in mano a qualche centinaio di persone che governano l’Economia.
Bisogna creare un’alleanza con la scienza per uscire da una situazione via via più drammatica, anche a causa di conflitti mondiali apparentemente insanabili, ma che il buon senso potrebbe portare a rapide conciliazioni”.