Centallo – Ottima partecipazione, al Consiglio provinciale Acli aperto del pomeriggio di venerdì 6 marzo, presso il Circolo Acli M. G. Centallo aps, in prossimità della Giornata Internazionale dei Diritti della Donna, di domenica 8 marzo.
Il titolo dell’incontro, convocato dalla presidenza provinciale delle Acli Cuneesi e organizzato con il contributo del Coordinamento Donne Acli Cuneesi e, in particolare, dalla consigliera di presidenza Acli Cuneesi, Luisa Brignone (che è anche referente, per l’associazione, del “Punto informativo della Rete regionale contro le discriminazioni”, coordinata, sul territorio cuneese, dal “Nodo provinciale contro le discriminazioni” gestito dalla Città di Cuneo) e dalla consigliera provinciale e nazionale Acli, Antonella Simondi, aveva per titolo: “Oltre l’8 marzo: disarmare le parole per costruire la pace”.
In apertura, don Alberto Costamagna, attualmente a servizio della parrocchia di Centallo, ha richiamato un passaggio di Papa Benedetto XVI nella “Caritas in veritate” sul tema del lavoro come espressione della dignità essenziale di ogni uomo e di ogni donna e ha aggiunto come l’essere figli di Dio garantisca a ciascuno, questa dignità.
A seguire, dopo il saluto e l’augurio a tutte le donne da parte del presidente provinciale Acli cuneesi, Elio Lingua, anche a nome di tutta la presidenza, la consigliera Brignone ha introdotto l’incontro mirato ad “andare oltre la celebrazione, per trasformare la ricorrenza in uno spazio di costruzione concreta del futuro” insieme a Sambu Buffa, Designer di cambiamento e diversity mindset trainer (formatore sulla mentalità della diversità), riflettendo sul ruolo del linguaggio nella costruzione della parità. “La parità – ha detto la Brignone – non passa solo dalle leggi o dalle grandi decisioni, ma anche dalle parole che scegliamo ogni giorno”.
Sambu Buffa ha illustrato in modo brillante e coinvolgente, con strumenti concreti ed efficaci ed interagendo attivamente con il pubblico, come si possa cercare di sviluppare una mentalità che sappia riconoscere la diversità, superando stereotipi e pregiudizi nati inconsciamente in noi dalla mancata elaborazione consapevole delle informazioni che il vivere quotidiano ci presenta.
Rendendosi conto di quanto sia facile essere giudicanti nei confronti degli altri, con le parole, e magari anche con un semplice sguardo, si può imparare a costruire ambienti accoglienti in cui le persone non si sentano escluse, sia nella vita sociale quotidiana sia anche negli ambienti di lavoro.
Al termine dell’incontro, la Buffa ha presentato in breve il suo libro “Cambia mentalità in chiave di diversity, equity e inclusion, nella tua attività”, in cui si cerca di far comprendere che, per cambiare modo di comunicare, occorre cambiare mentalità, affinché il linguaggio diventi strumento di pace e motore di un cambiamento reale, collettivo e quotidiano.