Quella di giovedì 29 gennaio, per le Acli provinciali di Cuneo, è stata una giornata ricca di incontri e di emozioni, a partire dalla riunione, alle 9 del mattino, della presidenza provinciale nella sede di piazza Virginio, con il vice presidente Nazionale delle Acli, Pierangelo Milesi, che, dopo il benvenuto da parte della dirigenza provinciale delle Acli cuneesi, ha offerto una riflessione molto interessante, ricca e coinvolgente, spaziando dalla storia passata alla realtà presente, al ruolo delle Acli nel mondo attuale, a quello che attende soprattutto i giovani per un futuro tutto da costruire.
Successivamente, una delegazione, con il vice presidente nazionale Pierangelo Milesi, la presidente regionale delle Acli Piemontesi, Mara Ardizio e il presidente provinciale Elio Lingua e alcuni dirigenti provinciali Acli, ha raggiunto l’Istituto superiore “Giolitti-Bellisario-Paire” di Mondovì-Barge, per il momento culminante di un progetto denominato “Una scuola per la pace”, avviato dopo il ritorno da una missione umanitaria in Ucraina, insieme al Movimento europeo di Azione Nonviolenta (MEAN) e alle Acli, del prof. Pietro Carluzzo, insegnante presso l’istituto, e consigliere provinciale e nazionale Acli, per raccogliere materiale scolastico da consegnare ai ragazzi ucraini del distretto di Kegychiv, poco distante da Kharkiv.
Nella bella aula magna dell’Istituto monregalese, la dirigente, Donatella Garello, ha accolto i numerosi ospiti istituzionali e non solo e ha illustrato il progetto, patrocinato dai Comuni di Mondovì, Barge e Cuneo, che ha coinvolto anche il liceo “Vasco Beccaria Govone”, l’istituto “Cigna Baruffi Garelli”, l’istituto comprensivo di San Michele Mondovì – Vicoforte (con i vari plessi) e l’istituto Denina Pellico Rivoira, con le sedi di Saluzzo e con l’Itis di Verzuolo.
Numerosi gli interventi: dal presidente della Regione, Alberto Cirio, che ha inviato un video messaggio, ai sindaci di Cuneo, Patrizia Manassero; Mondovì, Luca Robaldo anche in veste di presidente della Provincia di Cuneo, collegato in video, e Barge, Ivo Beccaria.
La dirigente Garello ha dialogato con il sindaco ucraino, Anton Dotsenko, collegato in videoconferenza, che ha ringraziato per l’impegno e per l’aiuto, affermando: “Grazie a voi non ci sentiamo tanto soli”. Di seguito, gli interventi del vice presidente nazionale Acli, Milesi, che ha ringraziato di cuore per l’invito, e si è rivolto soprattutto ai numerosi studenti dell’Istituto monregalese presenti in aula, sottolineando come si stesse vivendo un momento importante anche per provare a capire che cosa succede dentro ciascuno: “In questi giorni abbiamo la rappresentazione di una scuola in cui ci vuole il metal detector – ha detto -; qui mi trovo di fronte a una scuola che fa un gesto di solidarietà straordinariamente potente”.
Il presidente provinciale Acli Cuneesi, Elio Lingua, ha chiamato vicino a sé Pietro Carluzzo e Alberto Ubezio, che con lui ha partecipato, per le Acli cuneesi, alla missione in Ucraina, e li ha ringraziati per aver dato il via, anche grazie alla loro esperienza, a questo progetto di solidarietà. Ha ricordato che due anni fa a Frabosa Soprana, nell’ambito di un progetto nazionale Acli-Caritas, erano stati ospitati una ventina di ragazzi ucraini per trascorrere qualche giorno di sollievo, dal terrore della guerra e ha ricordato i loro sguardi quasi privi di speranza. Di seguito, ha detto che le Acli sono nate nel 1944, sulle ceneri di una guerra terribile, e ha invitato a cercare insieme di costruire la pace ogni giorno, con piccoli gesti, semplici parole e con iniziative coinvolgenti e importanti come quella realizzata con l’Istituto monregalese.
Carluzzo e Ubezio hanno portato la loro toccante testimonianza, facendo ben comprendere quanto sia terribile vivere in un Paese in guerra.
“Siamo consapevoli che possiamo fare poco perché la nostra è come una goccia nell’oceano delle necessità di un paese tanto tribolato – ha detto infine la dirigente Garello – ma voglio concludere ricordando la frase attribuita a Ghandi: Non c’è via per la pace: la pace è la via”.
Poi il momento commovente della partenza del furgone carico del materiale raccolto: matite, quaderni, pennarelli, gomme e tanto altro, per riempire di colori una terra e la vita di tanti ragazzi, che soffrono da troppo tempo.

